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Come funziona un orologio meccanico

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Come funziona un orologio meccanico? Gli orologi a movimento meccanico da polso sono un’icona di stile, storia e design che non invecchia mai. Alcuni orologi negli anni sono diventati dei pezzi di storia che uniscono arte, design e meccanica, capaci di raccontare le caratteristiche dell’epoca in cui sono stati costruiti.

Il fascino di un orologio a movimento meccanico, del funzionamento dei suoi componenti, sono difficilmente raggiungibili da altri accessori.

In questo articolo redatto dagli esperti TAN SA approfondiremo quali sono i tipi di movimento dell’orologio e quali le differenze tra movimento meccanico e movimento automatico.

4 tipi di movimento dell’orologio 

Il movimento degli orologi meccanici può essere di 4 tipi: a carica manuale, automatico, al quarzo e Swiss Made. 

1) Gli orologi meccanici a carica manuale

Il movimento degli orologi meccanici ha origine dalla forza elastica generata da una molla a spirale avvolta all’interno del bariletto, un elemento dentato che la contiene, permettendole di estendersi per poi tornare in posizione iniziale grazie al processo di carica.

La molla è uno dei componenti essenziali all’interno del movimento di un orologio meccanico da polso, in quanto generatrice dell’energia necessaria al funzionamento dell’orologio. 

Il materiale utilizzato per produrre le molle motrici negli anni è stato oggetto di studi per migliorarne le prestazioni: inizialmente venivano prodotte in leghe di acciaio al carbonio, tuttavia erano soggette a corrosione e danneggiamento e compromettevano il funzionamento dell’orologio.


Di conseguenza sono state sperimentate diverse leghe con nichel, cobalto e altri materiali.
Oggi i materiali utilizzati per la costruzione delle molle vengono sottoposti a lavorazioni per creare delle molle infrangibili in leghe di acciaio o nivaflex.

La molla non genera un’energia costante poiché soggetta a fatica e attrito, e per ottenere risultati di alto livello e durevoli negli anni è fondamentale calcolarne con precisione la lunghezza, che determina la riserva di carica, lo spessore, l’elasticità, l’altezza e il numero di spire in modo tale che siano in armonia con l’intero movimento dell’orologio.

La molla, rilasciando energia, origina la rotazione del blocco ruotismi, formato da ingranaggi e pignoni con un numero di denti calcolato in modo tale da regolare il tempo di scarica della molla, i quali ruoteranno a velocità diverse per ottenere il massimo dell’efficienza.

I ruotismi, nella maggior parte dei casi, sono formati da 4 ruote: la ruota di centro, la ruota intermedia, la ruota dei secondi e la ruota di scappamento.


Il materiale che solitamente viene utilizzato per le ruote dentate è l’ottone, mentre il pignone solitamente è in acciaio.


La progettazione e la produzione dei ruotismi seguono dei calcoli precisi e complessi, come il rapporto di trasmissione.

I rubini inseriti nei ruotisimi, sono necessari per contenere il lubrificante necessario al corretto funzionamento e per limitare i problemi dell’attrito che tende a dissipare energia.


Ciò che consente all’orologio di scandire il tempo è la ruota di scappamento, che permette di rilasciare l’energia in modo costante all’ancora, la quale oscilla grazie al bilanciere che ha il compito di regolare la velocità.

La ruota di scappamento può essere di diversi tipi, a corona, ad ancora, a cilindro o a tourbillon, uno dei più complessi.

Per migliorare la precisione dell’orologio negli anni è stato sviluppato un sistema a doppia ruota di scappamento coassiale.

Il movimento dell’ancora viene calcolata in alternanze, cioè il tempo per compiere mezza oscillazione, generalmente sono 28800 ma esistono modelli con diverse frequenze numeri.
In linea di massima, un numero di alternanze elevato permette all’orologio di essere più preciso.

L’ancora generalmente è composta da una leva d’entrata e una leva d’uscita, oltre a uno stelo che oscilla in uno spazio delimitato con estrema precisione.

Il bilanciere, responsabile del bilanciamento dell’equilibrio e il “cuore” del movimento, è formato da un volante circolare con un numero di raggi che oggi è solitamente di 3, e da una molla di ritorno, a spirale, che consente le oscillazioni.

Uno dei componenti fondamentali del bilanciere è il plateau, che trasforma il movimento dei ruotismi in oscillazione, e unisce l’ancora e il bilanciere.

Anni fa, la molla veniva caricata con una chiave apposita almeno due volte al giorno.
Oggi è possibile caricarlo ruotando la corona, avendo cura nel non esagerare con i giri per non danneggiare la molla, che tuttavia ha delle protezioni che evitano il danneggiamento.

La durata della carica dell’orologio non dipende solo dalla molla ma dall’intero movimento.
Alcuni brand di orologi hanno testato movimenti con due bariletti per aumentare l’autonomia del segnatempo, arrivando ad oltre 70 ore e in alcuni casi anche ad una settimana in modelli estremamente particolari e ricercati.

2Gli orologi meccanici a movimento automatico

Il movimento automatico dell’orologio fa sì che la ricarica avvenga grazie a una massa oscillante, detta rotore, che con il movimento del polso di chi lo indossa ricarica l’orologio.


Il funzionamento segue quello dell’orologio meccanico a carica manuale. L’aggiunta del modulo di carica su cui è montata la massa oscillante/rotore permette la ricarica della molla all’interno del bariletto con il movimento del polso oltre che ruotando la corona.

3Gli orologi al quarzo

Il quarzo è un’innovazione tecnologica nata negli ultimi decenni, inizialmente in Giappone e poi esportata in tutto il mondo.

Anche in questo caso, per mettere in moto il movimento, è necessaria una fonte di energia.
L’energia nasce da una pila, che genera delle cariche elettriche che sfruttano le proprietà fisiche piezoelettriche inverse del quarzo. Viene inserita una lastra sottilissima di quarzo, che, vibrando con gli impulsi elettrici, genera l’energia necessaria al movimento.

In generale gli orologi al quarzo sono molto più precisi di quelli meccanici ma anche più economici.

4I movimenti svizzeri Swiss Made

Esistono differenti tipi di movimenti in commercio, dai più semplici che indicano soltanto l’orario ai più complessi con funzione di cronografo o con complicazioni come il calendario perpetuo o la riserva di carica.


Alcuni movimenti, soprattutto gli orologi con movimento meccanico, sono diventati veri e propri pezzi di storia dell’orologeria e non solo, grazie all’arte degli artigiani e ai precisissimi calcoli per ottenere sempre più funzioni, precisione e affidabilità. La maggior parte dei produttori di movimenti che hanno contribuito alla storia degli orologi sono svizzeri.


Alcuni modelli di movimenti sono famosi in tutto il mondo, per qualità costruttiva, attenzione ai dettagli, ricerca dei materiali e capacità tecniche dei produttori.

Oggi un movimento, per ottenere il prestigioso marchio SWISS MADE, deve essere composto da 

parti prodotte ed assemblate esclusivamente in Svizzera e l’assemblaggio dell’orologio dev’essere fatto in Svizzera da un professionista.

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